TGTinuviel Greenwood
Dietro le quintePagina 02
Le pagine ritrovate · Dietro le quinte

Il nome in cui mi riconosco

Cara pagina…

oggi voglio raccontarti qualcosa che compare alla fine di ogni mia storia, ma che forse non ho ancora spiegato fino in fondo: il nome con cui firmo, Tinuviel Greenwood.

Dentro queste due parole ho raccolto passioni, ricordi e un modo di guardare il mondo. Quando le scrivo, sento vicine sia le storie che amo sia le terre che porto nel cuore.

Tinuviel nasce dalla mia passione per Tolkien, è un omaggio alle sue opere, alla Terra di Mezzo, ai miti e alle leggende che hanno nutrito la mia immaginazione.

Nei suoi racconti mi affascina la profondità dei mondi, la sensazione che ogni luogo custodisca una memoria, che un canto possa attraversare il tempo e che anche il passo di qualcuno apparentemente piccolo possa lasciare una traccia importante. Amo quella meraviglia che continua ad accompagnarti dopo la lettura. Chiudi il libro, torni alle tue giornate, eppure qualcosa di quel viaggio rimane con te. Ti ritrovi a guardare un albero, un sentiero o un paesaggio lontano con occhi diversi.

Scegliere Tinuviel è stato il mio modo di custodire questa passione nel nome con cui mi presento ai lettori. Un gesto di profonda gratitudine verso un autore e un universo narrativo che significano molto per me.

Greenwood, invece, racchiude il mio legame con la natura. Mi richiama il verde dei boschi, la vita che cresce e si trasforma, il mondo naturale di cui facciamo parte. È una parola nella quale sento spazio, respiro, appartenenza e questo legame ha radici concrete.

Sono nata e cresciuta in un piccolo paesino in provincia di Tione di Trento. Quando ripenso alla mia infanzia, ritrovo la scuola, i giochi in piazza, le corse nei prati, le slittate in inverno. Ritrovo le feste trascorse con nonni e famiglia, la presenza delle persone con cui ho condiviso quegli anni. Sono ricordi semplici, ma mi emoziona accorgermi di quanto siano ancora vivi dentro di me.

Quei prati erano luoghi in cui correre, quella piazza era il posto dove incontrarsi, la casa dei nonni custodiva momenti che allora sembravano parte naturale della vita e che oggi sento preziosi. Forse crescendo impariamo anche questo, a riconoscere il valore di ciò che ci ha accompagnati senza chiedere attenzione.

Nel paese ci sono ancora persone e affetti che mi legano alle mie origini, poi c’è l’Irlanda, una terra che ho sempre sentito vicina, ancora prima di conoscerla davvero. Era una terra che mi affascinava, con i suoi paesaggi, i racconti antichi e quella magia che, ai miei occhi, sembrava abitare le cose. Ma dalla prima volta in cui vi ho messo piede, quel richiamo è diventato qualcosa di più profondo. Mi sono sentita a casa!

Ricordo quella sensazione di pace e di appartenenza, ero arrivata in un luogo nuovo, eppure qualcosa dentro di me sembrava riconoscerlo. Come se una parte della mia anima avesse trovato un paesaggio nel quale respirare liberamente.

Da allora l’Irlanda l’ho sempre portata con me. È una presenza importante del mio essere, un legame che continua a vivere anche nella distanza. Entra inevitabilmente nel mio modo di immaginare e di scrivere. Nei luoghi che custodiscono memorie, nell’incontro tra realtà e leggenda, nei legami che i personaggi sentono prima ancora di riuscire a comprenderli. Tra le pagine dei romanzi “Dalle ceneri del tempo”, quella terra è anche il riflesso di un sentimento profondamente mio. E, in qualche modo, abita anche il nome Greenwood. Nel suo verde riconosco i boschi dell’immaginazione, i prati della mia infanzia e quella terra irlandese che ho sentito subito come casa.

Sono luoghi diversi, ma dentro di me si incontrano. Li ritrovo nell’amore per gli animali, nell’attenzione alle stagioni, nel desiderio di dare alla natura una voce nelle mie storie. Nei boschi di Cappeluna, dove i personaggi imparano a osservare e ad aiutarsi. E nell’armonia che cerco di raccontare attraverso Polimeria, nel rapporto tra gli esseri viventi e il mondo che li accoglie.

Quando immagino questi luoghi, porto con me anche la bambina che correva nei prati. Mi piace pensare che abbia ancora qualcosa da mostrarmi, qualcosa che l’adulta, a volte, rischia di non vedere o di lasciarsi sfuggire.

Tinuviel Greenwood nasce dall’incontro di queste parti di me: la lettrice innamorata dei mondi di Tolkien, la bambina legata al proprio paese, la donna che in Irlanda ha sentito una profonda appartenenza e che continua a cercare nella natura quiete e meraviglia.

È il nome con cui accompagno le mie storie verso gli altri, ma è anche un modo per ricordare ciò che desidero custodire mentre scrivo.

Ogni volta che lo poso in fondo a una pagina, sento di portare con me i mondi che mi hanno fatto sognare, gli affetti che mi hanno cresciuta e le terre che mi hanno accolta.

Forse è anche per questo che scrivo: per dare una casa, tra le parole, a tutto ciò che è diventato casa dentro di me.

Grazie per aver condiviso con me un frammento di questo viaggio.

Alla prossima pagina.

Tinuviel Greenwood

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