Immaginiamo Wilson e Penny ai piedi del Vecchio Olmo. Tra le radici, una foglia si muove anche quando il vento tace. Wilson si avvicina; Penny si ferma prima di toccarla. Sotto, intravedono una piccola porta. È così bassa che potrebbero scambiarla per una crepa nella corteccia.
Vorrebbero sapere dove conduce. Poi notano, accanto alla soglia, minuscole impronte. Penny propone di aspettare: quel passaggio potrebbe essere la casa di qualcuno. I due arretrano di qualche passo e si siedono senza bloccare l’ingresso. Dopo un po’, una creatura piccolissima spunta, osserva il sentiero e torna al sicuro.
La porta resta chiusa e la curiosità resta viva. Questa scena immaginata offre una scoperta diversa da un tesoro nascosto: imparare che il bosco è abitato anche dove noi vediamo soltanto un albero. La meraviglia può portarci vicino a qualcosa; l’attenzione ci aiuta a scegliere quanto vicino andare. A volte il dono più bello è lasciare un piccolo mondo in pace.