Una mappa di Cappeluna invita a immaginare un cammino. La piazza, il Bosco Fruscioso, il Vecchio Olmo e la biblioteca di Arturo sono luoghi da raggiungere, ma anche spazi nei quali può succedere qualcosa. Prima ancora delle distanze, contano le relazioni che li attraversano.

Una piazza permette di incontrarsi. Un bosco apre domande e richiede attenzione. Una biblioteca offre un posto per cercare, ascoltare e confrontare ciò che si crede di sapere. Quando questi luoghi tornano nelle storie, il lettore li riconosce: può orientarsi e accorgersi di ciò che cambia.

Dietro una mappa narrativa c’è quindi una domanda utile: che cosa rende necessario questo luogo? Un sentiero può avvicinare due personaggi; un bivio può metterli davanti a una scelta. Anche uno spazio ancora vuoto può custodire una possibilità. Cappeluna cresce attraverso questi legami: ogni nuova avventura aggiunge un’esperienza ai luoghi, e ogni ritorno porta con sé la memoria di chi li ha attraversati.