Immaginiamo la pioggia su una strada irlandese. Le finestre riflettono una luce grigia; l’acqua corre lungo il bordo del marciapiede. Una persona si ferma sotto un riparo e ascolta. Per un istante, il rumore sembra arrivare anche da un altro luogo.
Nell’immagine che affiora, la pioggia scivola sulle cupole di Polimeria e percorre una città bianca. Le due scene hanno distanze immense, ma condividono una cadenza. Il suono lega ciò che gli occhi non possono vedere insieme. Quando il momento finisce, rimane una sensazione difficile da tradurre.
Questo frammento narrativo esplora il confine fra presente e memoria. Un dettaglio quotidiano può diventare una soglia: il rumore dell’acqua, una pausa, un riflesso. La storia comincia quando il personaggio sceglie di dare attenzione a quella traccia e di chiedersi se, oltre la familiarità, ci sia qualcosa da ritrovare.