Immaginiamo, per un pomeriggio d’autunno, un angolo della piazza nel quale ogni dono venga accompagnato da una storia. Sul banco di Lars ci sono mele profumate; Sam e Patuff hanno portato il pane. Chi si avvicina può raccontare qualcosa prima di scegliere.

Jack ricorda un sentiero che gli sembrava lunghissimo. Penny parla di un incontro diventato amicizia. Wilson racconta una volta in cui aveva avuto paura e qualcuno aveva camminato accanto a lui. Gino offre un episodio breve, ma fa sorridere tutti.

Il mercato cambia lentamente: nessuno ha fretta di passare al banco successivo. Si ascolta fino alla fine. Anche chi arriva senza nulla tra le zampe trova un posto, perché una storia può essere offerta e può essere ricevuta.

Questo piccolo gioco immaginario ci ricorda che ogni persona porta qualcosa che non si vede. Un’esperienza, una domanda, un ricordo. Condividerli non cancella le differenze: permette di conoscersi attraverso di esse. E una piazza, per un momento, diventa grande quanto tutte le vite che sa accogliere.