Una storia contiene voci che non parlano tutte nello stesso modo. C’è chi prende la parola, chi osserva, chi esprime un bisogno attraverso un gesto. Anche una presenza sullo sfondo può cambiare il significato di una scena, se impariamo a riconoscerla.

Durante la scrittura possiamo chiedere: chi non è stato ancora ascoltato? Che cosa vede da quel punto? Quale dettaglio gli importa? Sono domande utili per approfondire un incontro, sia nelle fiabe sia nei romanzi. A volte una voce discreta rivela ciò che i protagonisti non riuscivano a comprendere.

Le voci segrete possono essere anche quelle delle cose: un luogo lasciato vuoto, un oggetto conservato, una lettera incompleta. La narrazione offre loro una forma attraverso lo sguardo di qualcuno. Ascoltarle significa lasciare spazio a ciò che ancora non conosciamo e permettere alla storia di diventare più ampia delle prime parole con cui l’avevamo immaginata.