Le stagioni offrono immagini con le quali raccontare un cambiamento: qualcosa che germoglia, un tempo pieno di luce, una raccolta, una pausa. Possiamo riconoscerci in una di queste forme anche quando il calendario ne mostra un’altra.

Nella scrittura, il paesaggio può accompagnare un’emozione senza spiegarla interamente. Un personaggio osserva lo stesso luogo con occhi diversi dopo un incontro o una perdita. Il mondo rimane riconoscibile, ma cambia ciò a cui riesce a dare attenzione.

Quale stagione senti vicina adesso? La domanda può diventare un appunto personale o l’inizio di una scena. Non serve trovare una risposta definitiva. Osservare ciò che sta cambiando aiuta a scegliere un’immagine e una parola. A volte una storia comincia proprio lì, quando un passaggio interiore trova una forma che possiamo condividere.