Ci sono parole che conosciamo bene, ma che rischiano di diventare lontane dall’esperienza. Gentilezza, gratitudine, fiducia: possiamo pronunciarle molte volte e avere ancora bisogno di capire come usarle in una giornata difficile. Le fiabe offrono un luogo nel quale osservarle mentre diventano azioni.
A Cappeluna la gentilezza può prendere la forma di una pausa accanto a chi è rimasto indietro. La gratitudine può essere il tempo dedicato a riconoscere un aiuto. La fiducia può cominciare quando un personaggio trova il coraggio di chiedere. Una parola acquista profondità attraverso ciò che qualcuno vive.
Quale parola non vorremmo perdere? È una domanda da portare in una lettura condivisa, lasciando a ciascuno il tempo di scegliere. Poi possiamo cercare un gesto che la rappresenti, oppure ricordare un incontro nel quale l’abbiamo sentita vicina. Conservare le parole significa anche creare occasioni per praticarle: così possono passare da una voce all’altra portando un significato che si può riconoscere.