A volte arriva prima il titolo. Poche parole suggeriscono un luogo, un’assenza o un incontro, mentre la storia è ancora tutta da cercare. Possiamo lasciarle sulla pagina e domandarci quale promessa facciano a chi legge.
Un titolo immaginario come La casa che aspettava una voce apre molte possibilità. Chi abitava quella casa? Perché aspetta? La voce deve arrivare da fuori o appartiene a qualcuno che è già lì? Ogni domanda può condurre a un racconto diverso.
È un esercizio semplice da provare: scegliere un titolo e scrivere tre possibili inizi. Senza decidere subito quale sia il migliore, possiamo osservare ciò che cambia. Un titolo rimasto senza storia può continuare a custodire una curiosità. Quando torneremo a leggerlo, forse avremo lo sguardo adatto per riconoscere la strada che cercava.