Un personaggio può arrivare sulla pagina prima del proprio nome. Ha un gesto, un desiderio, forse un luogo al quale tornare. Possiamo lasciarlo vivere per qualche scena e osservare come parla, che cosa cerca e quali rapporti costruisce.

Il nome entrerà nel ritmo delle frasi e nelle voci degli altri personaggi. Per sceglierlo, possiamo ascoltarne il suono, verificarne la coerenza con l’ambientazione e considerare eventuali significati. Anche il modo in cui qualcuno viene chiamato può raccontare una relazione.

L’attesa offre tempo per capire. Un nome provvisorio può servire mentre la figura prende forma; una scelta definitiva può arrivare dopo. L’importante è che il personaggio abbia spazio per diventare riconoscibile attraverso ciò che vive. Quando il nome arriva, trova già una voce alla quale appartenere.