Nella biblioteca di Arturo immaginiamo un libro con molte pagine ancora bianche. Sulla copertina c’è scritto: Il Libro delle Parole Perdute. Wilson lo apre aspettandosi un elenco. Penny guarda Arturo, che invita entrambi a scegliere una parola di cui sentono la mancanza.

Penny propone ascolto. Per spiegarla, ricorda un momento in cui qualcuno le aveva lasciato finire una domanda. Wilson pensa a coraggio: gli viene in mente il primo passo compiuto pur avendo paura. Arturo annota le parole insieme ai loro esempi. Quando arrivano gli altri, ogni pagina accoglie un’esperienza diversa.

In questo piccolo racconto, il libro è un modo per cercare insieme ciò che le parole possono custodire. Una definizione aiuta, ma una storia può renderla vicina. Le pagine restano aperte perché altri lettori possano aggiungere un ricordo, una domanda o un gesto. La biblioteca diventa così un luogo nel quale la memoria passa attraverso l’ascolto, e nessuno deve avere una risposta perfetta per partecipare.