Le ceste della piazza si riempiono di mele, noci e piccoli doni del raccolto. Una, però, rimane vuota. Gino la guarda con curiosità: possibile che nessuno abbia trovato qualcosa da metterci?
Penny si siede accanto al cesto. In questa piccola scena immaginata, quel posto è riservato a chi arriverà più tardi, a chi non ha ancora deciso cosa portare, a chi teme che il proprio dono sia troppo modesto. Gli altri accolgono l’idea e continuano i preparativi.
Quando qualcuno si avvicina con una sola mela, non deve cercare spazio tra oggetti già ammucchiati. Quando un altro arriva a mani vuote, trova comunque qualcuno disposto ad ascoltarlo. Il cesto ha fatto il suo lavoro ancora prima di essere riempito.
Accogliere chiede anche questo: lasciare spazio prima di sapere chi lo occuperà. Il vuoto, a volte, è una possibilità custodita. Fra tante cose pronte, può ricordarci che una festa rimane aperta finché un nuovo amico può ancora sentirsi atteso.